Che cosa fare dopo la diagnosi

La diagnosi di psoriasi ha un forte impatto sulla qualità di vita del paziente. Poiché è una malattia cronica, la persona con psoriasi si trova a dover gestire inevitabilmente una serie di problematiche che ne condizioneranno la quotidianità. Individuazione dello specialista di riferimento, miglioramento degli stili di vita e gestione della terapia sono quindi percorsi ineludibili per tenere sotto controllo questa malattia della pelle e, in particolare, per evitare che peggiori. A supporto, sarà importante anche andare incontro ai disagi del paziente e fornirgli percorsi personalizzati.

L’importanza della diagnosi precoce

Una delle criticità che caratterizza maggiormente il paziente con psoriasi è il ritardo con cui arriva alla diagnosi. Infatti, la sottovalutazione del problema e la conseguente diagnosi tardiva aggravano il decorso della malattia che, se scoperta al suo esordio, potrebbe essere gestita in modo migliore e più efficace.

La scelta del medico

C’è quindi un primo aspetto, di fondamentale importanza, da prendere in considerazione: la scelta repentina della figura medica di riferimento. La maggior parte dei pazienti, infatti, non sa a chi rivolgersi in prima battuta, e molto spesso ricorre a trattamenti “casalinghi” oppure si affida ai consigli del farmacista1. Per quanto riguarda il ruolo del medico di famiglia – spesso la figura sanitaria che per prima entra in contatto con il paziente – va sottolineato come in molti casi sottovaluti il problema, al punto che soltanto un soggetto con psoriasi su sei viene correttamente inviato dallo specialista dermatologo oppure a un centro regionale di riferimento2.

Che cosa fare per evitare che la psoriasi peggiori

Il riconoscimento della psoriasi e l’immediato invio a uno specialista o a un centro dedicato che garantisca al paziente un approccio “olistico”3, in grado cioè di prenderlo in cura da ogni punto di vista, sono le scelte che permetteranno di ottenere i risultati migliori, evitando che la psoriasi peggiori. Infatti, la psoriasi non è e non può essere considerata soltanto una malattia della pelle; è qualcosa di ben più complesso, che richiede in prima battuta il controllo dei sintomi cutanei, ma anche:

Monitoraggio costante e terapie su misura

La gestione del paziente dopo la diagnosi di psoriasi è quindi l’obiettivo primario che si deve porre la classe medica, stando vicino al malato e monitorando l’aderenza alla terapia. E’ questo un punto di fondamentale importanza: i pazienti con psoriasi sono troppo spesso trattati in modo non adeguato o non trattati affatto. Va tuttavia sottolineato come, negli ultimi anni, l’approccio al paziente con psoriasi sia notevolmente cambiato: è possibile un monitoraggio clinico più efficace e una più incisiva definizione degli obiettivi del trattamento a seguito della diagnosi. Da tenere ben presente anche che, a seconda del tipo di psoriasi da cui è affetto il paziente, le opzioni farmacologiche andranno differenziate.
La finalità sarà quindi quella di impostare una strategia che implichi il monitoraggio costante del paziente, osservando il decorso della psoriasi e perfezionando la terapia per ottenere un adeguato controllo.

Aspetti psicologici della psoriasi

Un ulteriore aspetto, di fondamentale importanza, da tenere in considerazione è la ricaduta sulla psiche determinata dalla diagnosi di psoriasi. È infatti facilmente intuibile come questa malattia, le cui manifestazioni sono estremamente visibili, si ripercuota in modo negativo nella vita di tutti i giorni del paziente. Disagio, vergogna e depressione accompagnano purtroppo la persona malata, che tenderà a isolarsi e a ridurre le attività sociali. Anche in questo caso la presenza di una figura medica di riferimento può svolgere un ruolo insostituibile.

Qualche consiglio pratico

È inevitabile che dopo la diagnosi di psoriasi qualcosa debba cambiare anche nelle abitudini di tutti i giorni. Un’attività motoria costante, per esempio, è utile per ridurre lo stress che la malattia porta con sé. Dal punto di vista dell’igiene personale, infine, è bene abituarsi subito a scelte che devono necessariamente diventare consuetudini quotidiane:

  1. Luigi Naldi, Paola Pini, Giampiero Girolomoni, Gestione clinica della Psoriasi per il medico di medicina generale e lo specialista ambulatoriale, Pacini ed., 2016.
  2. La Psoriasi: una patologia cutanea multiorgano. Nuovi paradigmi e strategie di tutela assistenziale (Report del Progetto PACTA), 2016.
  3. World Health Organization, Global Report on Psoriasis, 2016.

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