Focus sui farmaci biologici e biosimilari per la psoriasi

I farmaci biologici per la psoriasi, sia quelli introdotti sul mercato da una ventina di anni sia quelli di recente autorizzazione, rappresentano la potenziale opzione terapeutica per una migliore gestione della psoriasi moderata-severa in pazienti che non rispondono alle terapie tradizionali o nei quali le controindicazioni non permettano di intraprendere un percorso farmacologico a causa di rischi maggiori dei benefici1-2.
Per questo motivo, e per l’alto costo del trattamento, vengono in genere considerati trattamenti sistemici di seconda linea, salvo la molecola di più recente introduzione che è stata autorizzata come trattamento sistemico di prima linea della psoriasi a placche moderata-severa per gli adulti candidati alla terapia sistemica.

Curare la psoriasi con i farmaci biologici

I punti di forza dei farmaci biologici sono tanti e tutti di grande significato per il paziente con psoriasi. L’aspetto sicuramente più interessante è la selettività d’azione, in grado di garantire – in un’alta percentuale di pazienti – un’importante efficacia terapeutica in tempi brevi ed effetti collaterali minori rispetto alle terapie tradizionali. Va inoltre sottolineato come l’azione mirata dei biologici sui processi immunologici che determinano la comparsa della psoriasi rappresenti oggi la strategia più efficace e meglio tollerata dal paziente per la regressione e la cura della malattia, consentendo anche un loro uso prolungato.

I farmaci biosimilari, “copie” perfette?

Quando scade il periodo di brevetto di un medicinale “tradizionale” – in media dopo 10 anni – un’azienda farmaceutica può commercializzare liberamente lo stesso principio attivo. In questo caso si parla di farmaco “generico” (in realtà, più correttamente, si dovrebbe parlare di “equivalenti”, come indica la legge 149 del 26/11/2015).
Discorso simile, ma con qualche distinzione, si può fare per alcuni farmaci biologici, la cui scadenza brevettuale ha portato all’immissione in commercio di farmaci denominati “biosimilari”. Il farmaco biosimilare per il trattamento della psoriasi è quindi un farmaco nuovo ma senza caratteristiche di innovazione: per la sua immissione in commercio è sufficiente che dimostri pari sicurezza ed efficacia rispetto al farmaco biologico originale.
Per quanto la disponibilità di farmaci biosimilari permetta una maggiore diffusione delle terapie biologiche grazie alla significativa riduzione del costo, non va dimenticato che non si tratta di una copia esatta dell’originale.

  1. Luigi Naldi, Paola Pini, Giampiero Girolomoni, Gestione clinica della Psoriasi per il medico di medicina generale e lo specialista ambulatoriale, Pacini ed., 2016.
  2. G.F. Altomare, S. Chimenti, A. Giannetti, G. Girolomoni, T. Lotti, G.A. Vena, Psoriasi: Linee guida e raccomandazioni SIDeMaST , in: Linee guida e raccomandazioni SIDeMaST , Pacini ed., 2011. - pp. 29-56.


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