Come affrontare lo stress causato da una vita caotica accompagnata dalla psoriasi

Sergio Langella

Come prima cosa andrebbe chiarito il significato di “vita caotica” e analizzato ciò che la società pretende dall’individuo. Oggi, a differenza del passato, le evoluzioni tecnologiche, soprattutto nel campo delle telecomunicazioni e dei trasporti, hanno permesso all’uomo di raggiungere una produttività inimmaginabile precedentemente. Anche il desiderio del singolo è cresciuto e si è fatto più complesso e sfaccettato, difficile e costoso da soddisfare.

La figura dell’uomo di successo totalmente dedito al lavoro per il lavoro ha oscurato un punto essenziale: il fatto che possiamo fare tantissime cose durante la giornata, che possiamo lavorare continuamente e in ogni posto e che possiamo spostarci in tempi brevissimi, non significa che siamo in grado di sopportare tutto ciò.

Lo stress, il burnout e tutte le sue manifestazioni sono in gran parte attribuite all’incapacità dell’individuo di essere produttivo oltre le sue possibilità, ma la realtà è che l’unico risultato che possiamo conseguire di fronte a una richiesta impossibile è il fallimento.

La psoriasi che è connessa così intimamente con lo stress finisce per essere la prova tangibile di una debolezza inaccettabile, quando invece è semplicemente un messaggio del nostro corpo che ci impone di rallentare.

La psoriasi, come il colon irritabile o la sudorazione eccessiva, è innescata e accentuata dallo stress, ma questo non significa che “curata” la psoriasi il soggetto possa continuare a stressarsi. Se si ignora il messaggio del corpo si finisce per continuare a danneggiarsi fino all’irreparabile, perciò va analizzata la propria “vita caotica” per riorganizzare tutto all’interno di una dimensione umana. La vera forza è la consapevolezza dei propri limiti, perché solo in questo modo possiamo dare il meglio di noi in ogni situazione.

Le domande da porsi dovrebbero essere Come valuto la mia vita? Riesco effettivamente a sopportare questi ritmi, come mi sento a fine giornata? Probabilmente la maggior parte delle persone si renderà conto che non è la psoriasi (o qualunque altra somatizzazione) il problema, ma la pressione e i ritmi che la società impone e che noi inconsapevolmente accettiamo.



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