Quali alimenti hanno un effetto infiammatorio e quali antinfiammatorio?

Antonella Losa

Diciamolo subito: non sono i singoli alimenti ad avere un effetto infiammatorio o antinfiammatorio finale sul nostro organismo, ma la quantità e la frequenza con cui li mangiamo.

Non ci possiamo infatti attendere un concreto beneficio dal consumo sporadico di singoli alimenti, scelti per il loro potenziale effetto antinfiammatorio, inseriti all’interno di una dieta non corretta; per lo stesso motivo, dall’assunzione occasionale di qualche alimento con possibile effetto infiammatorio non discende in maniera automatica uno stato infiammatorio “sistemico”, ovvero generale, del nostro organismo.

Ciò che conta, sempre, sono le abitudini alimentari nel loro complesso.

Vediamo ora insieme alcuni alimenti con effetto pro infiammatorio o anti infiammatorio , iniziando dagli alimenti più universalmente percepiti come “non sani”, ovvero quelli ricchi di zuccheri e grassi saturi - come ad esempio un’abbondante fetta di torta.

A livello generale, la risposta infiammatoria a seguito di una cena conclusa con quel dessert può in realtà essere gestita in modo adeguato dal nostro organismo; il discorso cambia, però, se a quel pasto ne fa seguito un secondo altrettanto ricco di zuccheri e grassi saturi, poi un terzo e così via. In questo caso, infatti, la risposta infiammatoria passa da essere “postprandiale”, ovvero limitata al tempo successivo a un solo specifico pasto, a diventare costante, con il rischio di generare o alimentare uno stato infiammatorio sistemico dell’organismo stesso.

Ma i grassi saturi non sono gli unici ad avere un possibile effetto pro-infiammatorio. Strutto e salumi – ma anche pesci come anguille e capitoni - sono ad esempio ricchi anche di acido arachidonico, un acido grasso insaturo che, nonostante appartenga a questa categoria, è in realtà vantaggioso limitare in caso di stati infiammatori.

Hanno invece effetto anti infiammatorio alcuni acidi grassi presenti in pesci come ad esempio aringhe, salmone, tonno o sgombro, ottime fonti di omega 3 come l’acido docosaesenoico, o DHA, e l’eicosapentenoico, o EPA, che innesca la produzione di alcune sostanze specifiche utili nel “proteggere” dagli stati infiammatori.

Un potenziale generalmente protettivo è stato infine osservato anche per adeguati consumi di frutta e verdura, il cui effetto si pensa dovuto all’insieme delle svariate sostanze contenute, come vitamine, minerali e quelle che vanno sotto il nome complessivo di fitocomposti, tra cui diversi antiossidanti.



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