Artropatia psoriasica

Marina Venturini

L’artropatia psoriasica (AP) è una malattia articolare infiammatoria cronica che interessa le articolazioni dello scheletro sia assiale che periferico e può comparire in circa il 30% dei pazienti affetti da psoriasi o con familiarità per psoriasi, manifestandosi prevalentemente tra i 30 e i 50 anni.

Le cause alla base di tale patologia non sono ancora completamente note, tuttavia è ipotizzabile che possa esservi una combinazione di fattori genetici (infatti circa il 40% dei pazienti con AP ha familiarità per psoriasi o AP) e ambientali che concorrano allo sviluppo della malattia. In particolare nella AP vi è una sorta di “attacco” del sistema immunitario verso le articolazioni che ne determina l’infiammazione. Tra i fattori in grado di scatenare tale “attacco” vi sono traumi, eventi stressanti, infezioni, interventi chirurgici, ecc.

La psoriasi, se presente, precede generalmente la comparsa della AP che insorge dopo circa 5-10 anni dall’esordio della psoriasi. Le forme di psoriasi che maggiormente si associano ad AP interessano peculiari distretti anatomici quali il capillizio, i genitali, il solco intergluteo e le unghie (onicopatia psoriasica), pertanto la presenza di lesioni psoriasiche in tali aree deve essere presa attentamente in considerazione quale possibile “campanello di allarme” per identificare il paziente psoriasico più a rischio di possibile sviluppo futuro di AP.

L’AP si manifesta tipicamente con la comparsa di dolore, gonfiore e rigidità articolare (in genere al risveglio mattutino) che interessano una o più articolazioni contemporaneamente. Altre manifestazioni tipiche comprendono gonfiore omogeneo di un dito della mano o del piede (cosiddetto “dito a salsicciotto”) secondario ad infiammazione dell’entesi ovvero della porzione del tendine che si inserisce sull’osso, tendinite al tendine di Achille o fascite plantare, lombalgia (dolore in corrispondenza delle articolazioni del bacino o del rachide sacrale), onicopatia psoriasica e affaticamento generalizzato. La malattia ha un decorso cronico caratterizzato da fasi di malattia attiva alternate a periodi di remissione.

La diagnosi precoce ed il trattamento adeguato sono fondamentali per controllare l’infiammazione e limitare il danno articolare, che se non trattato può evolvere verso forme gravi con esiti invalidanti.

Sulla base del sospetto clinico della malattia il paziente viene indirizzato all’esecuzione di esami ematochimici (es. VES, PRC, emocromo, fattore reumatoide, anticorpi anti-citrullina, acido urico) tuttavia tali indagini sono poco specifiche e servono per lo più per escludere altre forme di artrite (es. fattore reumatoide e anticorpi anti-citrullina sono generalmente positivi nell’artrite reumatoide ma non nella AP; l’acido urico è elevato nell’artrite gottosa ma non nella AP). Di particolare importanza nelle fasi precoci di malattia è l’utilizzo dell’ecografia articolare eseguita sulle articolazioni sintomatiche poiché in grado di visualizzare precocemente l’infiammazione articolare ancor prima che si instauri il danno articolare radiograficamente visibile tipico delle fasi più avanzate di malattia. Per le forme di AP che interessano la colonna vertebrale e il bacino l’esame diagnostico principale è costituito dalla risonanza magnetica.

Il trattamento della AP prevede un approccio diversificato in base alla gravità della malattia. Nelle forme lievi può essere sufficiente l’impiego di farmaci antinfiammatori non-steroidei (FANS). Nelle forme moderate/gravi non responsive ai FANS si può ricorrere all’utilizzo di farmaci immunosoppressori anti-reumatici modificanti la malattia (DMARD) o, in base alle indicazioni terapeutiche approvate per i singoli medicinali anche ai farmaci biotecnologici.

Diverse classi appartengono a tale categoria di farmaci e sono accomunate dalla capacità di bloccare in modo selettivo specifiche molecole infiammatorie quali TNF-alpha, IL-17, IL12 e IL23, alla base della patogenesi della malattia, contrastando il danno articolare ed intervenendo in tale modo sull’evoluzione della AP. Tali farmaci sono in genere utilizzati anche nella terapia della psoriasi.

  1. Singh JA, Guyatt G, Ogdie A, Gladman DD, Deal C, Deodhar A, Dubreuil M, Dunham J, Husni ME, Kenny S, Kwan-Morley J, Lin J, Marchetta P, Mease PJ, Merola JF, Miner J, Ritchlin CT, Siaton B, Smith BJ, Van Voorhees AS, Jonsson AH, Shah AA, Sullivan N, Turgunbaev M, Coates LC, Gottlieb A, Magrey M, Nowell WB, Orbai AM, Reddy SM, Scher JU, Siegel E, Siegel M, Walsh JA, Turner AS, Reston J. Special Article: 2018 American College of Rheumatology/National Psoriasis Foundation Guideline for the Treatment of Psoriatic Arthritis. Arthritis Care Res (Hoboken). 2019 Jan;71(1):2-29.
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