Come comunicare il disagio provocato dalla psoriasi al partner, alla famiglia o al proprio medico

Sergio Langella

Comunicare un disagio è una questione molto personale, c’è chi non ha problemi nel farlo apertamente e nel chiedere aiuto, chi invece non ci riesce e assume magari un comportamento diametralmente opposto. L’esempio classico è il bambino che nel bullizzare un compagno in realtà sta cercando di elaborare e comunicare un vissuto di sofferenza familiare.

Negli adulti la questione non è molto diversa, anzi addirittura appesantita dal giudizio della società, secondo cui chi comunica un disagio o chiede aiuto è un debole che non ce l’ha fatta da solo. In realtà la prima convinzione da sfatare è proprio che a chiedere aiuto siano le persone più deboli, quando in realtà chi non ha la forza di affrontare un problema è proprio colui che ne rigetta l’esistenza stessa. Le reazioni più comuni sono la negazione del problema, la chiusura totale verso gli altri e la messa in atto di rabbia e violenza nelle situazioni problematiche.

La psoriasi ha la particolarità che è un problema visibile, o che comunque causa un disagio che non può essere ignorato dall’individuo, perciò una persona che non ha tra le sue strategie la richiesta di aiuto può trovarsi in seria difficoltà perché non può né negare il problema né risolverlo da solo. Una delle cose più difficili ma anche più importanti è prendere consapevolezza che attorno a noi ci sono persone che possono aiutarci e che non siamo gli unici con questo problema.

È importante entrare nell’ottica che impedendo al partner o ai familiari di aiutarci li stiamo tagliando via dalla nostra vita, non stiamo dimostrando di sapercela cavare da soli ma molto probabilmente stiamo passando loro il messaggio che non li riteniamo in grado di aiutarci o che non abbiamo bisogno di loro. Una comunicazione non sempre veicola il significato che noi le attribuiamo e non sempre ha l’effetto che noi immaginiamo.

La verità è che non sappiamo cosa l’altro capirà o come reagirà, l’unica certezza è che gli esseri umani sono creature empatiche e che di fronte a un disagio espresso con sincerità, di fronte alla comunicazione di un’emozione piuttosto che di un concetto, le persone si avvicinano molto di più.

Se si cerca di spiegare il disagio non si ottiene molto, se si mostrano le emozioni sincere che il disagio ci causa aiutiamo le persone a capirci su un piano molto più profondo.



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