I farmaci biotecnologici (biologici) e psoriasi

Luisa Di Costanzo

La psoriasi è una patologia autoimmune, infiammatoria, cronica della cute che nel mondo colpisce oltre 120 milioni di individui. La principale forma clinica che i pazienti manifestano è quella a placche (chiazze arrossate, ispessimento e desquamazione delle zone colpite associate a prurito a volte intenso). In Italia sono circa 2 milioni i pazienti affetti da psoriasi, di questi più del 10% ha una psoriasi moderata-grave che non può essere trattata solo con i trattamenti topici o con le terapie convenzionali sistemiche. L’avvento dei farmaci biotecnologici rappresenta uno dei maggiori progressi ottenuti dalla medicina negli ultimi anni. Il boom di queste nuove terapie dipende soprattutto dalla loro specifica selettività d’azione che consente di ottenere, nella maggior parte dei casi, una buona efficacia terapeutica in tempi ragionenevolmente brevi con minori effetti collaterali rispetto alle terapie tradizionali. I farmaci biologici finora disponibili sono anticorpi monoclonali indirizzati ad inibire l’azione di alcune sostanze prodotte dall’organismo che hanno dimostrato di avere un ruolo chiave nella patogenesi della psoriasi, come ad esempio citochine, proteine di fusione e fattori di crescita tissutali.

“Il loro meccanismo d’azione consiste nell’intercettare in modo specifico le sostanze che hanno un ruolo centrale nello sviluppo di alcuni tipi di infiammazione - spiega il presidente Adoi (dott. Francesco Cusano). … Queste molecole vengono liberate in corso di infiammazione sia nella psoriasi, sia in alcuni tipi di artrite come quella psoriasica. I farmaci biologici le intercettano, le bloccano e spengono l’infiammazione”. Allo stato attuale, sono disponibili, tra gli altri, anche farmaci biologici che agiscono sulle citochine che appartengono al gruppo delle interleuchine che riescono ad essere ancora più selettivi e più efficaci ed agiscono in una percentuale più alta di casi. In alcuni casi il paziente potrebbe ottenere dei miglioramenti del 90% e in alcuni casi del 100%.

Oltre all’efficacia, elemento fondamentale di questi farmaci è il buon profilo di tollerabilità, ad oggi ampiamente documentato, che consente una terapia continuativa.

Questi farmaci non sono però per tutti. Il paziente che può accedere ad un farmaco biotecnologico deve presentare determinate condizioni di gravità di malattia e d’impossibilità ad attuare le terapie tradizionali e deve eseguire uno screening accurato che va poi periodicamente ripetuto.



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